La Royal Navy ha dichiarato la piena capacità operativa della sua portaerei HMS Prince of Wales, un traguardo fondamentale raggiunto durante la massiccia operazione globale “Highmast”. Questo risultato segna il pieno ritorno del Regno Unito nel ristretto club delle potenze capaci di proiettare potenza aereonavale in ogni angolo del globo.

L’annuncio giunge in un momento di intense relazioni diplomatiche e militari, mentre i ministri della Difesa e degli Esteri britannici erano attesi per un incontro al largo di Napoli con gli omologhi italiani, Tajani e Crosetto, un vertice poi annullato per maltempo e trasformato in videoconferenza.

 

 

Cos’è la Full Operating Capability della portaerei?

Il termine “Full Operating Capability” (FOC) indica che la nave e il suo gruppo di combattimento sono in grado di svolgere tutte le missioni per cui sono stati progettati. Per la HMS Prince of Wales, questo traguardo è stato centrato durante la missione “Operation Highmast”, della durata di otto mesi e guidata dal Commodoro James Blackmore. Il Commodoro ha definito l’operazione “un’enorme dichiarazione sulla scena mondiale”.

Il raggiungimento della piena operatività non è un evento singolo, ma un processo culminato in esercitazioni avanzate. Un momento chiave è stato durante l’esercitazione Talisman Sabre in Australia, dove il gruppo ha generato 16 sortite di F-35B in 24 ore. L’apice delle capacità è atteso per novembre, quando il numero di caccia F-35B imbarcati salirà a 24, il numero massimo previsto per la piena capacità operativa.

 

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La HMS Prince of Wales: una portaerei da record

La HMS Prince of Wales (R09) è una delle portaerei più avanzate mai costruite nel Regno Unito. Con una lunghezza di 284 metri, è la flagship, ovvero l’ammiraglia, della Royal Navy. A differenza delle portaerei tradizionali, è progettata specificamente per operare aerei a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL), come l’F-35B, utilizzando una rampa a ski-jump.

La sua configurazione è unica, con due isole: quella anteriore per il comando della nave, e quella posteriore per il controllo del volo. La nave può imbarcare fino a 72 aeromobili, anche se la configurazione standard prevede fino a 36 F-35B e diversi elicotteri. Durante l’Operation Highmast, ha trasportato un record di 22 F-35B, il numero più alto mai imbarcato su una portaerei britannica della sua classe. Oltre all’equipaggio di 750 persone, la nave può ospitare 750 specialisti per le operazioni di volo e 250 Royal Marines, dimostrando una notevole flessibilità operativa.

 

 

Operation Highmast: una dimostrazione di forza globale

L’Operation Highmast è la missione più ambiziosa intrapresa dalla Royal Navy in decenni. È un dispiegamento globale del Carrier Strike Group (CSG) 2025, partito il 22 aprile 2025 e della durata di otto mesi. L’obiettivo dichiarato è triplice: ripristinare la piena capacità di attacco carrier-borne dopo il ritiro delle vecchie portaerei nel 2010, dimostrare l’impegno verso la NATO e gli alleati, e ribadire il sostegno alla sicurezza nell’Indo-Pacifico.

Il Commodoro Blackmore ha sottolineato che la sicurezza in Europa è direttamente collegata a quella dell’Indo-Pacifico. Il gruppo ha solcato oltre 40.000 miglia nautiche e interagito con 40 nazioni, integrandosi con navi di 10 marine militari diverse. La missione ha coinvolto personale militare di 13 nazioni, tra cui Norvegia, Canada e Spagna, che hanno fornito navi di scorta e supporto. Nel suo insieme, l’operazione ha visto la partecipazione di oltre 4.500 militari britannici.

Traguardi storici della missione

L’Operation Highmast ha infranto diversi record e segnato prime volte storiche. In luglio, la HMS Prince of Wales è stata la prima portaerei non statunitense a partecipare all’esercitazione Talisman Sabre in Australia. Ha anche fatto scalo a Darwin, segnando la prima visita di una portaerei britannica in Australia dal 1997.

Ad agosto, un F-35B britannico è atterrato sulla portaerei giapponese JS Kaga, la prima volta nella storia che un jet britannico atterra su una nave giapponese. In ottobre, i gruppi di combattimento britannici e indiani hanno condotto per la prima volta esercitazioni marittime congiunte. Questi eventi hanno dimostrato un alto livello di interoperabilità con gli alleati chiave nella regione.

Il contesto Mediterraneo e l’incontro annullato

Mentre il Carrier Strike Group fa ritorno in Europa per la fase conclusiva della sua missione, il Mediterraneo è tornato al centro dell’attenzione strategica. Il gruppo navale è atteso per esercitazioni congiunte con la Marina Italiana prima del rientro nel Regno Unito previsto per dicembre. In questo contesto, era pianificato un incontro tra i ministri della Difesa e degli Esteri del Regno Unito e i loro omologhi italiani, Guido Crosetto e Antonio Tajani.

L’incontro, che avrebbe dovuto svolgersi al largo di Napoli, è stato però annullato a causa delle avverse condizioni meteorologiche. I ministri hanno quindi optato per una videoconferenza per discutere le urgenti questioni di difesa e sicurezza comune. Questo episodio sottolinea l’intensità del dialogo politico-militare in corso, anche se i dettagli specifici dell’agenda non sono stati divulgati.

 

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Uno sguardo al futuro della Royal Navy

Il successo dell’Operation Highmast dimostra la capacità del Regno Unito di condurre operazioni carrier-led su scala globale. Tuttavia, l’operazione ha anche messo in luce alcune criticità della flotta britannica. La Royal Navy ha dovuto fare molto affidamento su navi di supporto e di scorta alleate, a causa del numero limitato di proprie navi da rifornimento e della bassa disponibilità di cacciatorpediniere e fregate.

Il Commodoro Blackmore ha confermato la mancanza di navi da supporto solido e ha indicato che il Regno Unito intende commissionare tali unità nei prossimi anni. La situazione è destinata a migliorare con l’introduzione delle nuove fregate Type 26 e Type 31 e delle future navi da supporto. Nonostante queste sfide, la HMS Prince of Wales e il suo gruppo di combattimento hanno inviato un chiaro messaggio di potenza ai partner e alleati, riaffermando il ruolo del Regno Unito come attore di primo piano nella difesa euro-atlantica e nella sicurezza globale.

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