Un uomo di 35 anni è morto in un’ambulanza a Napoli, il 6 ottobre 2025, dopo essere stato colpito con un taser dai Carabinieri. L’episodio, scaturito dall’intervento delle forze dell’ordine per una lite familiare, riporta al centro del dibattito pubblico uno strumento di cui si discute da anni: il taser è uno strumento di sicurezza necessario o un’arma potenzialmente letale?

Le indagini sono ancora in corso per fare piena luce sulle dinamiche e sulle responsabilità, ma questo tragico evento si inserisce in una serie di casi simili che hanno scosso l’Italia negli ultimi mesi, sollevando interrogativi cruciali su protocolli, formazione e conseguenze fisiche dell’uso di questo dispositivo.

L’episodio di Napoli: la cronaca di una tragedia

I Carabinieri sono intervenuti in un’abitazione napoletana seguendo la segnalazione di una lite in famiglia. Ad aprire la porta è stato il 35enne, che, secondo le prime ricostruzioni delle fonti investigative, avrebbe mostrato un atteggiamento aggressivo e opposto resistenza ai militari. Dopo una serie di tentativi andati a vuoto per placare l’uomo, i Carabinieri hanno fatto ricorso al taser, la pistola a impulsi elettrici in dotazione.

Si tratta di uno strumento il cui utilizzo è regolato da precisi protocolli, e le stesse fonti investigative hanno preliminarmente confermato che i militari hanno agito seguendo le procedure previste dalla legge.

Tuttavia, le conseguenze sono state drammatiche. L’uomo si è accasciato a terra dopo essere stato colpito dal taser. Nonostante il tempestivo intervento del personale del 118 e il successivo trasporto in ambulanza verso l’ospedale, il 35enne è deceduto per arresto cardiaco durante il tragitto. La Squadra Anticrimine della Polizia di Stato ha ora avviato un’inchiesta per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Un contesto nazionale inquietante: non un caso isolato

Il fatto di Napoli, per quanto tragico, non è un evento eccezionale. Esso si inserisce in un contesto nazionale che ha visto diversi casi analoghi in pochi mesi, creando un allarmante campanello d’allarme sull’uso di questo dispositivo.

Leggi anche:  Cosa sta succedendo con il parcheggio dell'Alta velocità di Afragola?

Solo ad agosto 2025, si sono verificati due decessi in meno di 48 ore in circostanze simili.

  • Il caso di Genova: Elton Bani, un uomo di 47 anni di origini albanesi, è morto a Sant’Olcese dopo essere stato colpito più volte con il taser da due Carabinieri. L’intervento era scattato perché l’uomo, in stato di agitazione, aveva minacciato i vicini e il personale sanitario giunto sul posto con un’ambulanza. La Procura di Genova ha aperto un’indagine per omicidio colposo contro i due militari.

  • Il caso di Olbia: Poche ore prima, a Olbia, Gianpaolo Demartis, 57enne, era morto per un malore durante il trasporto in ambulanza dopo essere stato fermato con il taser. Anche in questo caso, i due Carabinieri coinvolti sono finiti nel registro degli indagati per omicidio colposo.

Questi episodi, uniti a quello di Napoli, disegnano una serie inquietante che impone una riflessione approfondita. Le procure stanno indagando per stabilire un nesso causale certo tra l’uso del taser e i decessi, considerando anche le condizioni di salute preesistenti delle vittime, come la cardiopatia nel caso di Demartis.

Il dibattito si infiamma: politici e esperti a confronto

Queste tragedie hanno inevitabilmente rinfocolato il dibattito politico e tecnico sull’opportunità di utilizzare il taser. Le posizioni sono fortemente polarizzate, con schieramenti chiaramente definiti.

Da una parte, le opposizioni chiedono a gran voce la sospensione immediata dell’uso di quest’arma. Filiberto Zaratti (Alleanza Verdi e Sinistra) e Riccardo Magi (+Europa) la definiscono uno “strumento troppo pericoloso” e chiedono al Ministro dell’Interno Piantedosi di bloccarne l’utilizzo, evidenziando come due morti in 48 ore siano la prova di un problema serio e non trascurabile.

Dall’altra parte, le forze di governo difendono con forza il taser. Per Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia (Fratelli d’Italia), si tratta di una “necessaria azione di deterrenza e sicurezza“, e le critiche sono solo “una Pavloviana reazione della sinistra per disarmare le forze dell’ordine”. La stessa linea è espressa dal leghista Nicola Molteni, Sottosegretario all’Interno, che ribadisce come il taser abbia superato tutti i protocolli di prova, sanitari compresi, e sia uno strumento essenziale per la sicurezza sia degli agenti che dei cittadini.

Leggi anche:  Blitz a Largo Maradona, sequestri e proteste

Anche i sindacati di polizia sono intervenuti. Il Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) ne sottolinea l’indispensabilità per “evitare il contatto fisico e l’uso della forza”, definendo le critiche come “infondate e offensive”.

Cosa dice la scienza? Il punto di vista tecnico

Al di là delle posizioni politiche, è cruciale esaminare le evidenze scientifiche e le specifiche tecniche del taser. L’azienda produttrice, Axon, ha rilasciato dichiarazioni chiare in merito ai suoi dispositivi. Sostiene che “ad oggi non esistono evidenze scientifiche che determino una relazione di causa-effetto tra uso del taser e decesso”.

Axon basa le sue affermazioni su studi indipendenti che avrebbero dimostrato come “nel 99,7% dei casi non si registrano danni permanenti“, se non lesioni lievi causate prevalentemente dalle cadute. I taser sono progettati per utilizzare impulsi elettrici a basso amperaggio che inducono un’incapacità neuromuscolare temporanea, il cui effetto cessa immediatamente dopo il ciclo.

Tuttavia, i casi di morte accertata seguenti all’uso del taser pongono un interrogativo cruciale che le indagini e le autopsie cercano di risolvere: esiste una soglia di rischio per determinati soggetti?

L’interazione del taser con condizioni di salute preesistenti (come problemi cardiaci) o con l’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti potrebbe innescare esiti fatali, anche se il dispositivo di per sé non è classificato come letale? Sono domande a cui la scienza forense è chiamata a rispondere.

Leggi anche:  Napoli, il calendario di Juve, Inter e Roma. Gli orari ufficiali dei match

Cosa prevedono i protocolli: le regole per un uso corretto

L’uso del taser da parte delle forze di polizia italiane non è lasciato all’improvvisazione, ma è rigidamente normato da linee guida del Ministero dell’Interno. Queste direttive stabiliscono che l’impiego del dispositivo deve rispettare i principi di proporzionalità, necessità e appropriatezza.

La procedura operativa non prevede un uso a sorpresa. L’agente, prima di tutto, deve mostrare il taser al cittadino. Successivamente, se necessario, deve attivare l’arco di warning (il crepitio e la scintilla visibile tra gli elettrodi), come ulteriore avvertimento. Solo dopo queste fasi, se la resistenza persiste, può fare fuoco con il dispositivo. Subito dopo l’immobilizzazione della persona, le forze dell’ordine hanno l’obbligo di allertare i soccorsi sanitari.

Le indagini in corso sui casi di Genova, Olbia e Napoli verificheranno proprio la piena conformità a questi protocolli e la corretta formazione degli agenti coinvolti. Stabilire se queste regole sono state seguite alla lettera è un passaggio fondamentale per determinare le responsabilità, se esistono.

Taser: sicurezza o rischio? Il caso di Napoli riaccende il dibattito

La morte del 35enne a Napoli è un tragico evento che impone massima chiarezza e rigore. Le indagini dovranno accertare le responsabilità dinamiche e procedurali in questo specifico caso. Tuttavia, la serie di decessi analoghi suggerisce che, al di là delle singole responsabilità, sia necessario un dibattito pubblico approfondito e basato sui dati.

È indispensabile valutare con oggettività se l’addestramento fornito agli agenti sia sufficiente, se i protocolli siano applicati correttamente e, soprattutto, se la comunità scientifica abbia elementi conclusivi sull’interazione di questo strumento con particolari condizioni fisiche e psichiche degli individui. Sicurezza pubblica e tutela della vita umana non possono che essere l’unico, vero faro che guida questa doverosa riflessione.

Leave a Comment

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *