La presentazione ufficiale all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma ha svelato il tracciato della 109esima edizione del Giro d’Italia. Tra le 21 tappe in programma dall’8 al 31 maggio 2026, la Campania sarà protagonista con una sola, ma significativa, frazione: la sesta, in calendario per giovedì 14 maggio, con partenza da Paestum e arrivo a Napoli.

Questo arrivo segna il quinto consecutivo della Corsa Rosa nel capoluogo partenopeo, che nel 2026 vestirà anche il ruolo di Capitale Europea dello Sport. La tappa, lunga 161 chilometri, è classificata con un coefficiente di difficoltà di due stelle su cinque e punta a essere un’occasione per i velocisti.

Il percorso completo del Giro 2026, presentato dal direttore Mauro Vegni, si sviluppa su 3.459 chilometri con un dislivello complessivo di circa 50.000 metri. La corsa inizierà con una Grande Partenza in Bulgaria, articolata in tre tappe, prima di trasferirsi in Italia. È il 16° via dall’estero nella storia della Corsa Rosa. Dopo la parentesi campana, il Giro risalirà la penisola attraverso tappe di montagna, una cronometro individuale di 40,2 km in Toscana e arrivi alpini durissimi, per concludersi con il tradizionale Gran Finale a Roma.

Il percorso dettagliato della tappa campana

La sesta tappa, Paestum-Napoli, è una frazione dallo sviluppo prevalentemente ondulato. Il via sarà dato nell’area archeologica di Paestum, celebre per i suoi templi greci. Da lì, il gruppo si dirigerà verso nord, costeggiando il litorale fino a Salerno.

Leggi anche:  Misure di sicurezza senza precedenti per Napoli-Eintracht dopo gli incidenti del 2023

Dopo Salerno, il tracciato si inoltra nell’entroterra della provincia, toccando comuni come Vietri sul Mare, Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore e Sarno. Successivamente, la corsa attraverserà l’area nolana e piegherà verso l’hinterland nord di Napoli, passando per Cardito, Caivano, Frattaminore, Afragola e Casoria, prima di fare il suo ingresso in città.

La parte finale prevede un circuito cittadino che includerà le zone di Posillipo, Bagnoli e Fuorigrotta, transitando anche per Coroglio. Questo passaggio è particolarmente simbolico, poiché in primavera nell’area di Bagnoli sarà già operativo il villaggio tecnico che ospiterà le regate della Louis Vuitton Cup, in attesa dell’America’s Cup del 2027. Le ultime pedalate, come da tradizione, si snoderanno sul lungomare Caracciolo, teatro di volate negli ultimi anni.

Il contesto sportivo del Giro 2026 e le voci dei campioni

La 109esima edizione del Giro d’Italia si presenta come una corsa equilibrata, definita “moderna” dallo stesso direttore Mauro Vegni. Il percorso alterna sette arrivi in salita, sette tappe per velocisti e una sola cronometro individuale, un elemento che potrebbe favorire i grandi scalatori. Tra le tappe più attese c’è la settima, Formia-Blockhaus, che con i suoi 246 km è la più lunga dell’edizione e presenta una salita finale estremamente impegnativa.

Simon Yates, vincitore dell’edizione 2025, ha commentato il tracciato definendolo “molto esigente”. Il britannico della Visma-Lease a Bike ha sottolineato come la salita al Blockhaus, già al settimo giorno, possa cambiare le sorti della corsa, e ha indicato la durissima tappa in Valle d’Aosta (Aosta-Pila) come un altro momento potenzialmente decisivo. Yates ha anche espresso il desiderio di tornare a difendere la Maglia Rosa, pur riconoscendo che la presenza di un compagno come Jonas Vingegaard potrebbe influenzare i ruoli in squadra.

Leggi anche:  Malu Mpasinkatu: "Anguissa rinuncia Coppa d'Africa? E' impensabile"

Anche Vincenzo Nibali, due volte vincitore del Giro, ha lodato la costruzione tecnica del percorso. “Il primo arrivo in salita al Blockhaus, al termine di una tappa lunga, sarà subito decisivo”, ha dichiarato Nibali. Ha poi aggiunto che la terza settimana, con le tappe dolomitiche, costituirà il vero cuore della corsa.

Il significato dell’arrivo a Napoli e le aspettative italiane

L’arrivo a Napoli nel 2026 non è solo una scelta sportiva, ma anche un tributo al ruolo della città come Capitale Europea dello Sport. La tappa rappresenta una “splendida cartolina” per il pubblico internazionale, con una potenziale audience televisiva che può raggiungere 650 milioni di telespettatori in 200 paesi, numero che raddoppia considerando l’impatto sui social media.

Sul lungomare Caracciolo, negli ultimi anni, hanno trionfato velocisti del calibro di Thomas De Gendt, Mads Pedersen, Olav Kooij e Kaden Groves. La speranza, come espresso nella presentazione, è che nel 2026 a alzare le braccia possa essere un corridore italiano. Tra i nomi che potrebbero puntare a questo obiettivo c’è Jonathan Milan, attualmente considerato uno dei migliori velocisti al mondo e probabile partecipante al Giro.

Le attese per un italiano competitivo nella classifica generale sono invece riposte in giovani come Giulio Pellizzari, che nel 2025 si è piazzato sesto sia al Giro che alla Vuelta. Secondo le analisi, Pellizzari potrebbe essere designato come capitano o co-capitano della sua squadra proprio alla Corsa Rosa. Un’altra speranza è Antonio Tiberi, per il quale un piazzamento fuori dalla top 5 al Giro sarebbe considerato una delusione.

Leggi anche:  Conte e il rebus infortuni in vista di PSV e Inter
Leave a Comment

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *