Il digiuno intermittente è una delle strategie alimentari più discusse degli ultimi anni. Promette perdita di peso, rigenerazione cellulare e miglioramento della salute metabolica. Ma questa pratica risponde alle aspettative? La scienza sta accumulando un numero crescente di studi che mettono in discussione la sua reale efficacia, soprattutto quando i risultati sugli animali non si replicano negli esseri umani.

Un’analisi critica pubblicata sulla rivista Annals of Research in Oncology da Teresa Esposito, dietologa presso l’Ospedale Cav. Apicella di Napoli, e Salvatore Cortellino, ricercatore presso il Responsible Research Hospital-Campobasso, offre una revisione sistematica delle evidenze scientifiche.

La ricerca esamina i benefici degli interventi dietetici, come la restrizione calorica e le diete che mimano il digiuno, testati sia su modelli animali che in trial clinici sull’uomo, sano o affetto da patologie oncologiche. Questo articolo esplora i dati fattuali emersi, affrontando una domanda cruciale: digiuno intermittente funziona come spesso viene propagandato, o i suoi benefici sono sovrastimati?

 

 

Il digiuno intermittente fa perdere peso?

Studi clinici hanno investigato gli effetti del digiuno intermittente sulla perdita di peso in individui sani. Una ricerca ha seguito partecipanti che praticavano questo regime due volte alla settimana per un periodo di due anni. I risultati hanno mostrato che il digiuno intermittente non ha mostrato benefici superiori rispetto a una semplice restrizione calorica continua. Il gruppo di controllo, che seguiva una dieta con lo stesso apporto calorico settimanale ma senza periodi di digiuno, ha ottenuto risultati analoghi.

Un dato significativo emerso dallo studio riguarda la composizione corporea. Nei pazienti sottoposti a digiuno intermittente, la perdita di peso era dovuta principalmente alla riduzione della massa magra. Questo rappresenta un potenziale svantaggio, poiché il mantenimento della massa muscolare è fondamentale per il metabolismo e la salute generale. Inoltre, l’analisi dei dati ha stabilito un punto fondamentale. La riduzione del peso nel gruppo a digiuno era correlata esclusivamente al numero di calorie ingerite. Questo indica che il meccanismo alla base della perdita di peso è il deficit calorico, non i presunti meccanismi metabolici indotti dal digiuno.

Time Restricted Eating: la finestra alimentare

Il Time Restricted Eating (TRE) è una forma popolare di digiuno intermittente. Questo schema prevede di consumare tutti i pasti all’interno di una finestra di 8 ore, digiunando per le restanti 16 ore della giornata. Spesso ciò comporta saltare la colazione o la cena. Nonostante la sua popolarità, le evidenze scientifiche non ne supportano l’efficacia superiore.

Uno studio pivotal del 2022, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha confrontato il TRE con un regime alimentare standard. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno che consumava i pasti in 8 ore e un altro che li distribuiva in 12 ore. Lo studio non ha rilevato differenze significative nella perdita di peso tra i due gruppi. Anche in questo caso, la riduzione del peso era legata esclusivamente all’apporto calorico totale, non alla tempistica dei pasti.

Il mito dell’autofagia umana

Uno dei meccanismi spesso citati a sostegno del digiuno è l’autofagia, un processo di pulizia e rigenerazione cellulare. Nei modelli animali, il digiuno attiva questo meccanismo. Tuttavia, negli esseri umani la situazione è diversa. L’autofagia non viene attivata negli esseri umani dopo 16 ore di digiuno. Questo è uno dei motivi chiave per cui i risultati promettenti osservati nei topi non si traducono direttamente nelle persone.

 

Le persone non sono topi giganti

La sperimentazione animale è un passo fondamentale nella ricerca, ma le differenze biologiche tra specie sono profonde. Il metabolismo di un topo è da 4 a 5 volte più veloce di quello di un essere umano. Inoltre, le riserve energetiche di un topo sono proporzionalmente molto inferiori. Un intervento dietetico che per un essere umano sarebbe moderato, per un topo può avere effetti drammatici.

Nei roditori, diete restrittive basate sul digiuno possono portare a una perdita di peso fino al 20% in soli 2-3 giorni. Questo rapido dimagrimento è accompagnato da significativi sconvolgimenti ormonali e metabolici, che a volte possono rivelarsi fatali per l’animale. Questa estrema sensibilità spiega perché gli effetti appaiono così marcati negli studi pre-clinici.

L’adattamento metabolico umano

Negli esseri umani, per replicare gli effetti osservati nei topi, le stesse diete dovrebbero essere protratte per mesi. Le conseguenze sarebbero drammatiche e clinicamente pericolose. Una persona normopeso che perde oltre il 10% del proprio peso corporeo rischia di diventare malnutrita o di sviluppare condizioni simili all’anoressia.

Lo studio clinico CALERIE-2 ha dimostrato questa differenza. I ricercatori hanno dovuto incrementare l’apporto calorico ai partecipanti sottoposti a una restrizione del 18%. Il motivo era che, dopo i primi sei mesi, avevano perso più del 10% del peso senza mostrare gli stessi benefici cardiometabolici osservati nel topo. Questo evidenzia l’incongruenza tra i modelli animali e la fisiologia umana.

 

I rischi del digiuno e della restrizione calorica

Un digiuno prolungato e non controllato da professionisti sanitari può comportare seri rischi per la salute. Gli effetti avversi potenziali includono deperimento organico, danni agli organi interni e l’insorgenza o l’aggravamento di disturbi del comportamento alimentare. Nei casi più estremi, può portare a conseguenze fatali.

Un regime eccessivamente restrittivo, sia in termini di tempo che di calorie, può essere povero di grassi essenziali. Eliminare i grassi in modo drastico è dannoso, in quanto svolgono un ruolo cruciale nella sazietà. Inoltre, i grassi sono essenziali per l’assorbimento delle vitamine liposolubili A, D, E e K. Una loro carenza può portare a deficit vitaminici e malnutrizione.

La perdita di massa muscolare

Il digiuno intermittente può indurre una perdita di peso, ma non garantisce un introito bilanciato di nutrienti. Permettere di mangiare “qualsiasi cosa” nelle finestre alimentari può portare a scelte nutrizionalmente povere. Il risultato può essere una forma di malnutrizione, caratterizzata da una rapida perdita di massa muscolare. Questo fenomeno è particolarmente pericoloso e assomiglia alla cachessia osservata in pazienti con malattie tumorali.

 

Il digiuno terapeutico e i pazienti oncologici

Il concetto di “digiuno terapeutico” come strumento per “guarire” o “resettare” il corpo è molto dibattuto. Se praticato per brevi periodi e in contesti controllati, potrebbe non causare danni gravi. Tuttavia, il suo ruolo nella cura delle malattie, in particolare i tumori, è estremamente limitato e potenzialmente pericoloso.

Per un paziente oncologico, mantenere un peso corporeo adeguato e un sufficiente apporto calorico e nutrizionale è di vitale importanza. È necessario per affrontare le terapie con energie sufficienti. I farmaci chemioterapici, inoltre, possono subire interferenze con la dieta. Un digiuno prolungato nei pazienti oncologici può essere deleterio, causando disidratazione, alterazioni elettrolitiche e disturbi metabolici che possono compromettere la sopravvivenza.

L’importanza di un’alimentazione bilanciata

La prevenzione dei tumori passa sì dal controllo del peso. L’obesità è un fattore di rischio accertato per diversi tipi di cancro. Tuttavia, la relazione tra sovrappeso e rischio oncologico non deve essere confusa con un presunto effetto terapeutico del digiuno. La comunità scientifica concorda sul fatto che la perdita di peso negli obesi va perseguita con una dieta adeguata e attività fisica, non con il digiuno intermittente. Per la popolazione generale e ancor più per i pazienti fragili, la strada maestra rimane un’alimentazione bilanciata, personalizzata e sostenibile.

Leggi anche:  Cotoletta sbagliata: lo sbaglio che ha stregato l'Italia
Leave a Comment

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *