Il “bonus mobili”, la detrazione fiscale per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici legati a interventi di ristrutturazione, è stato confermato per il 2025. La bozza della Legge di Bilancio 2026 ne prevede inoltre la proroga anche per l’anno prossimo, mantenendo invariato il tetto di spesa di 5.000 euro. L’agevolazione, che consente di detrarre dall’Irpef il 50% della spesa sostenuta, è però vincolata a condizioni precise su tempistiche, tipologie di beni e modalità di pagamento, come specificato nella guida aggiornata pubblicata dall’Agenzia delle Entrate.

Che cos’è il bonus mobili e le novità 2025-2026

Il bonus mobili è un’agevolazione fiscale che permette di detrarre dall’Irpef una parte delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione . La Legge di Bilancio 2025 ha esteso la possibilità di usufruirne per tutti gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2025.

La novità più recente arriva dalla bozza della Legge di Bilancio 2026, che all’articolo 9 ne prevede la proroga anche per il 2026. Per le spese sostenute nel prossimo anno, sarà necessario che i lavori di recupero edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. Per il 2025, il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è fissato a 5.000 euro, limite che secondo la bozza verrebbe mantenuto anche per il 2026 in attesa della norma definitiva.

 

I beneficiari dell’agevolazione e i beni agevolabili

Possono richiedere la detrazione tutti i contribuenti che acquistano, entro la fine del 2025, mobili ed elettrodomestici nuovi, a patto che abbiano realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Questo significa che per beneficiare del bonus nel 2025, i lavori devono essere iniziati nel 2024.

Quali beni rientrano nel bonus

L’Agenzia delle Entrate fornisce degli esempi concreti dei beni che è possibile acquistare. Rientrano tra i mobili agevolabili:

  • Letti, armadi, cassettiere e librerie

  • Scrivanie, tavoli, sedie e comodini

  • Divani, poltrone e credenze

  • Materassi e apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo.

È fondamentale sottolineare che non sono agevolabili gli acquisti di porte, pavimentazioni (come il parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo. Per i grandi elettrodomestici, la legge impone requisiti minimi di efficienza energetica: classe non inferiore alla A per i forni, alla E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, e alla F per frigoriferi e congelatori.

Condizioni particolari

L’agevolazione si applica anche alle spese di trasporto e di montaggio dei beni, purché pagate con le modalità richieste. In ambito condominiale, i singoli condòmini possono detrarre le spese per arredare le parti comuni (come la guardiola), ma non quelle per i mobili della propria unità abitativa. I mobili possono essere destinati ad un ambiente diverso da quello oggetto dei lavori, purché sempre all’interno dello stesso immobile ristrutturato.

 

Vantaggi economici e limiti di spesa

Il bonus mobili offre un vantaggio economico consistente. Il contribuente ha diritto a una detrazione Irpef del 50% della spesa sostenuta, che viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Il beneficio va calcolato su un importo massimo di 5.000 euro per gli anni 2024 e 2025. Ciò significa che la detrazione totale sarà di 2.500 euro (il 50% di 5.000 euro), ripartiti in 10 rate da 250 euro l’una. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al passato, quando i tetti erano più alti: 16.000 euro nel 2021, 10.000 euro nel 2022 e 8.000 euro nel 2023.

 

Adempimenti fondamentali: pagamenti e documenti

Per accedere alla detrazione, il rispetto delle regole su modalità di pagamento e documentazione è imprescindibile. I pagamenti devono essere effettuati esclusivamente tramite:

  • Bonifico bancario o postale (non necessariamente quello specifico per la ristrutturazione soggetto a ritenuta)
  • Carta di credito o di debito (bancomat)

Non sono consentiti i pagamenti in contanti o con assegni. La detrazione è ammessa anche per acquisti rateali, a condizione che la società finanziatrice paghi l’esercente con le modalità sopra indicate.

Documenti da conservare

Il contribuente deve conservare diligentemente:

  1. L’attestazione del pagamento: ricevuta del bonifico, scontrino della transazione con carta o documentazione di addebito sul conto.

  2. La fattura che riporti natura, qualità e quantità dei beni e servizi.

  3. In alternativa alla fattura, è sufficiente uno scontrino parlante che riporti il codice fiscale dell’acquirente e l’indicazione dettagliata dei beni acquistati.

 

Domande frequenti secondo l’Agenzia delle Entrate

L’ultimo aggiornamento della guida dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio fornisce chiarezza su molti dubbi comuni.

Quali lavori danno accesso al bonus?

Non tutti gli interventi consentono di ottenere la detrazione. Non è possibile usufruire del bonus mobili se si è realizzato un intervento di riqualificazione energetica che beneficia della detrazione del 65%. Al contrario, rientra tra gli interventi che danno diritto all’agevolazione la sostituzione della caldaia, purché comporti un risparmio energetico, in quanto classificata come “manutenzione straordinaria”.

Acquisti all’estero e casi particolari

È possibile detrarre le spese per mobili acquistati all’estero, a condizione di possedere la documentazione richiesta (fattura o scontrino con codice fiscale) e di aver pagato con le modalità previste. In caso di decesso del contribuente, la detrazione non può essere trasferita agli eredi per le quote non ancora fruite.

Vincoli temporali e unità immobiliari

La legge non stabilisce un limite di tempo tra la fine dei lavori e l’acquisto dei mobili; l’importante è che i lavori siano iniziati nell’anno precedente e che l’acquisto avvenga entro il 31 dicembre 2025. In caso di suddivisione di un’unica abitazione in più appartamenti, per il calcolo del limite di spesa si fa riferimento alle unità immobiliari censite in catasto prima dell’inizio dei lavori, non a quelle risultanti dopo.

 

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Verso il 2026: le prospettive di proroga

La bozza di legge di Bilancio 2026 indica l’intenzione del Governo di mantenere attiva questa agevolazione anche per il prossimo anno. Se confermata, la proroga consentirà di detrarre le spese per acquisti effettuati nel 2026, a condizione che gli interventi di ristrutturazione siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. Il limite di spesa di 5.000 euro rimarrebbe invariato. L’iter parlamentare della legge di Bilancio definirà il testo finale, ma la bozza attuale segna un orientamento chiaro verso la continuità di una misura che sostiene le famiglie e il settore dell’arredamento.

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