Un miliardo di persone nel mondo convive con l’obesità. In Italia, le persone interessate dal problema sono circa sei milioni. Questi dati, forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, delineano uno scenario di salute pubblica globale. La ricerca di soluzioni rapide porta spesso a diete restrittive e cicli di perdita e ripresa di peso. Secondo l’epidemiologo Franco Berrino, ex direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, questo approccio non è efficace.
Berrino ha esposto una prospettiva diversa in un intervento sul Corriere della Sera. “Non serve contare le calorie – ha affermato Berrino – ma tornare a uno stile di vita semplice e naturale”. La sua proposta si concentra su quattro regole fondamentali per come dimagrire in modo semplice senza ricorrere a diete drastiche.
Queste regole riguardano il modo di mangiare, il tempo dei pasti e la scelta degli alimenti. Il principio cardine è il ritorno a un’alimentazione più consapevole e in sintonia con i ritmi biologici.
Le quattro regole per un approccio sostenibile al peso forma
Franco Berrino ha basato la sua proposta su evidenze scientifiche nell’ambito dell’epidemiologia e della nutrizione. L’obiettivo non è una perdita di peso rapida e insostenibile. L’obiettivo è modificare stabilmente alcune abitudini quotidiane.
Queste modifiche agiscono sui meccanismi ormonali della sazietà, sul ritmo metabolico e sulla salute intestinale. Ecco le quattro regole presentate da Berrino per chi vuole comprendere come dimagrire in modo semplice e duraturo.
Masticare a lungo: l’atto rivoluzionario che sazia
La prima regola di Berrino è apparentemente banale, ma ha solide basi fisiologiche. Masticare ogni boccone per almeno 30-40 volte. Chi ingoia il cibo in fretta tende a ingrassare di più. Una masticazione prolungata innesca una serie di reazioni benefiche.
“Masticando a lungo si stimolano ormoni che riducono l’appetito, come la colecistochinina – spiega Berrino – e si abbassa la produzione di grelina, che invece lo aumenta”. La grelina è conosciuta come “l’ormone della fame”.
La colecistochinina promuove invece il senso di sazietà. Il risultato di questo processo è diretto. Il cervello riceve i segnali di sazietà in modo più efficiente e chiaro. La persona si sente piena prima e, di conseguenza, mangia una quantità minore di cibo.
Questo approccio non richiede di cambiare cosa si mette nel piatto. Richiede di cambiare il modo in cui ci si relaziona con il cibo già dalla prima forchettata.
Cenare presto: rispettare l’orologio del metabolismo
La seconda regola riguarda il “quando” si mangia, non solo il “cosa”. Berrino suggerisce di far passare almeno 14 ore tra la cena e la colazione del giorno successivo. In pratica, questo significa anticipare l’orario della cena e posticipare leggermente quello della colazione.
“Meglio una cena leggera e una colazione abbondante che il contrario”, specifica l’epidemiologo. La scienza conferma questa osservazione. Studi citati da Berrino indicano che chi mangia tardi tende a ingrassare di più.
Questo accade anche a parità di calorie assunte durante la giornata. Il motivo è legato ai ritmi circadiani, l’orologio biologico interno. Digiunare per diverse ore durante la notte permette all’organismo di completare i processi digestivi.
Permette anche di attivare meccanismi di riparazione cellulare. Armonizzarsi con i ritmi del sole significa rispettare il metabolismo. Questa regola è un esempio pratico di come dimagrire in modo semplice agendo sulla tempistica.
La scelta dei cibi: alleati e avversari della linea
Le ultime due regole di Berrino affrontano direttamente la composizione del piatto. Si dividono in una indicazione positiva su cosa includere e una indicazione chiara su cosa limitare.
Scegliere i cibi che non fanno ingrassare
Berrino indica una categoria precisa di alimenti da privilegiare. Questa categoria include verdure, cereali integrali, legumi, frutta, semi oleosi e frutta secca. “Sono alimenti ricchi di fibre, a basso indice glicemico – spiega l’esperto – capaci di saziare senza eccessi calorici”.
Le fibre aumentano il volume del pasto senza apportare molte calorie. Rallentano l’assorbimento degli zuccheri, evitando picchi glicemici che favoriscono l’accumulo di grasso. Un altro beneficio chiave riguarda l’intestino.
Questi cibi “nutrono il microbiota intestinale, vero alleato della linea”. Un microbiota sano e diversificato migliora il metabolismo e l’utilizzo dell’energia. Berrino suggerisce di completare il quadro con piccole dosi di yogurt e alimenti fermentati. Questi alimenti apportano batteri benefici direttamente all’ecosistema intestinale.
Limitare i cibi che fanno ingrassare
Sul fronte opposto, Berrino identifica chiaramente i prodotti da limitare. La lista include patatine, carni lavorate, bevande zuccherate, farine raffinate e dolci industriali. Questi sono definiti alimenti ultraprocessati. “Tutti alimenti ultraprocessati che la ricerca collega direttamente all’aumento di peso”, afferma Berrino.
Il problema, secondo l’epidemiologo, non sono i macronutrienti in sé. “Il problema non sono i carboidrati in sé, ma quelli raffinati; non le proteine, ma l’eccesso di quelle animali”. I carboidrati raffinati causano rapide impennate della glicemia.
Le proteine animali in eccesso, specie da carni rosse e lavorate, sono associate a diversi rischi metabolici. La soluzione proposta è un ritorno al “cibo dell’uomo”. Questo modello alimentare si basa su cereali integrali, legumi, verdura e frutta. Prevede un consumo solo occasionale di carne.
Un cambiamento di paradigma: dalle diete alla consapevolezza
Le quattro regole di Franco Berrino non costituiscono una dieta nel senso tradizionale del termine. Non prevedono un conteggio calorico, grammature rigide o menù giornalieri. Rappresentano piuttosto un cambio di abitudini strutturale.
Questo approccio mira a rieducare la persona a una relazione più naturale con il cibo. La masticazione lenta ripristina la consapevolezza del gesto del mangiare. Il digiuno notturno rispetta i cicli biologici naturali.
La scelta di cibi integrali e non processati favorisce la sazietà e la salute metabolica. L’epidemiologo sottolinea che il percorso verso il peso forma è un processo. È un processo che richiede costanza, non privazione.
I dati sull’obesità richiedono soluzioni sostenibili a lungo termine. Le indicazioni di Berrino offrono un framework semplice, accessibile e basato sulla scienza. Questo framework fornisce una risposta concreta a chi cerca come dimagrire in modo semplice, puntando sulla salute generale più che sulla sola perdita di peso.


