Un giovane di 26 anni perde la vita durante una festa di compleanno nel Salento. La causa è l’inalazione di protossido di azoto, comunemente noto come droga della risata. L’episodio riaccende i riflettori su una sostanza il cui uso ricreativo sta preoccupando le autorità sanitarie europee. Questo gas, noto per indurre euforia e risate incontrollate, può innescare effetti letali sull’organismo in pochi minuti.

Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, conferma che il gas può agire in modo letale sul cuore e sul sistema nervoso centrale. Le indagini sono ancora in corso per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia.

Questo evento tragico solleva interrogativi urgenti sulla natura, la diffusione e i pericoli di una sostanza spesso percepita come innocua a causa del suo soprannome. L’articolo esplora cosa sia esattamente il protossido di azoto, i suoi usi legittimi in campo medico, i meccanismi d’azione sul corpo umano e i rischi concreti associati al suo abuso al di fuori di un contesto clinico controllato.

 

Cos’è la droga della risata

Il termine droga della risata si riferisce al protossido di azoto (N2O). Si tratta di un gas incolore e dall’odore lieve. La sua struttura chimica è semplice, composta da due atomi di azoto e uno di ossigeno.

Scoperto nel 1772, il protossido di azoto detiene un primato storico. È stato il primo anestetico generale utilizzato nella storia della medicina. Questo ne sottolinea la potente azione sul sistema nervoso centrale.

Oggi, il suo impiego medico è ancora diffuso e regolamentato. Viene utilizzato in anestesiologia, spesso in combinazione con altri farmaci. Trova applicazione anche in ambito odontoiatrico e per il controllo del dolore durante il travaglio.

Il confine tra uso medico e abuso

L’effetto che ha dato il soprannome di droga della risata è l’euforia e le risate incontrollate che può provocare. Questo stesso effetto è ciò che spinge all’uso ricreativo e illecito della sostanza. L’uso medico prevede dosi e concentrazioni precise, somministrate in ambienti controllati. L’abuso ricreativo, invece, spesso implica l’inalazione di alte concentrazioni in modo incontrollato.

Il Centro europeo di monitoraggio su droghe e dipendenze (EMCDDA) ha espresso preoccupazione. Nel 2022 ha definito l’uso ricreativo del protossido di azoto una “preoccupazione crescente per l’Europa”. L’agenzia ha anche segnalato il potenziale della sostanza di creare dipendenza.

 

Come viene utilizzato in modo ricreativo

L’uso illecito del gas esilarante segue un metodo preciso. Il gas viene venduto in bombole o piccole cartucce. Il contenuto viene poi riversato in palloncini, noti come “balloons”. I palloncini sono il mezzo principale per l’inalazione.

Carlo Locatelli spiega la procedura. “È un gas sotto pressione, che viene riversato e non usato direttamente dalle bombole perché provocherebbe ustioni alle mucose, al naso e agli occhi”. Esistono in commercio palloncini già pronti all’uso, contenenti il gas.

L’inalazione avviene direttamente dal palloncino. Locatelli aggiunge che “ci sono persone che fanno centinaia di inalazioni di questa sostanza”. Questo pattern di uso massiccio moltiifica esponenzialmente i rischi per la salute.

Disponibilità e costo

La droga della risata è economicamente accessibile e relativamente facile da reperire. Le cartucce, contenenti circa 8 grammi di protossido di azoto, hanno un costo a partire da 50 centesimi. Bombole più grandi, da 640 grammi, possono essere acquistate per circa 35 euro.

La facilità di acquisto è un fattore critico della sua diffusione. Questi prodotti sono disponibili in alcuni supermercati e attraverso numerosi fornitori online. La loro vendita è spesso giustificata per usi legittimi, come la preparazione di panna montata, ma vengono dirottati per scopi ricreativi.

 

Gli effetti sul corpo umano

Gli effetti immediati che attraggono i giovani sono un senso di euforia e spensieratezza. Questa fase di breve durata è spesso accompagnata da risate incontrollate. Tuttavia, l’azione del protossido di azoto sull’organismo è complessa e potenzialmente letale.

Il gas agisce come un depressore del sistema nervoso centrale. A basse concentrazioni, può causare effetti collaterali come vertigini, nausea e mal di testa. Questi sono spesso i primi segnali di un’intossicazione in atto.

I danni al sistema nervoso e cardiocircolatorio

Carlo Locatelli delinea i pericoli maggiori. “A concentrazioni troppo elevate è pericoloso e può portare perdita di coscienza, depressione respiratoria e asfissia, cali di pressione, persino aritmie e morte per arresto cardiaco”. L’azione sul sistema nervoso centrale può sopprimere il riflesso della respirazione, portando all’asfissia.

Locatelli insiste sulla neurotossicità della sostanza. “A lungo andare, essendo una sostanza neurotossica, provoca alterazioni al sistema nervoso e anche cardiovascolari: questi sono gli effetti che danno la morte più rapida”. L’impatto sul midollo spinale può essere devastante, portando a mielopatie e paralisi.

Conseguenze a lungo termine e casi estremi

L’uso cronico di droga della risata può portare a danni neurologici permanenti. “Ci sono persone rimaste paralizzate, perché hanno riportato danni al midollo spinale; altre, a forza di inalarla, non sono più in grado di ragionare”, afferma Locatelli. Il protossido di azoto inattiva la vitamina B12, essenziale per la salute dei nervi.

Le conseguenze cardiovascolari sono altrettanto gravi. L’uso della sostanza può scatenare aritmie maligne o un infarto miocardico acuto. In alcuni casi, il vomito indotto dall’inalazione, combinato con uno stato di incoscienza, può portare al soffocamento.

 

Perché la droga della risata preoccupa gli esperti

La preoccupazione principale degli tossicologi e delle agenzie sanitarie ruota attorno alla sua percezione. Il soprannome di gas esilarante può sminuire i suoi pericoli reali. La sua legalità per usi commerciali e il basso costo contribuiscono a un’immagine di sostanza a basso rischio.

Carlo Locatelli esprime chiaramente la sua apprensione. “A noi questa droga preoccupa molto, soprattutto per l’uso crescente che ne fanno i ragazzi. Si tratta di una sostanza tossica, che provoca morte, e in ogni caso ci danneggia”. Sottolinea la difficoltà nel tracciare l’abuso, poiché il protossido di azoto non è facilmente rilevabile nei normali test tossicologici sui liquidi biologici.

Il messaggio finale degli esperti è di estrema cautela. Locatelli conclude con un monito diretto ai giovani: “Ai ragazzi voglio dire di fare attenzione perché il rischio è grande: enorme. E per divertirsi tutto ciò non vale la pena”. La mancanza di consapevolezza sui dosaggi sicuri e l’imprevedibilità della risposta individuale rendono ogni inalazione un azzardo con la vita.

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