In una serata che rimarrà negli annali per le sue dimensioni clamorose, il Napoli ha subito una delle sconfitte più pesanti della sua storia europea, travolto per 6-2 dal PSV in Olanda. La squadra di Antonio Conte, reduce da un avvio di stagione altalenante, è apparsa drammaticamente fragile, disunita e tecnicamente inadeguata di fronte alla potenza degli olandesi.

Al di là del punteggio, già di per sé eloquente, sono state le modalità della disfatta a gettare un’ombra sinistra sulle prospettive future dell’intera stagione azzurra.

PSV-Napoli 6-2: una serata da dimenticare per gli azzurri

La partita inizia con un approccio apparentemente positivo del Napoli. Gli azzurri cercano il gioco e si portano pericolosamente in avanti, sfiorando il gol con Lucca e De Bruyne. Al 30º minuto, l’iniziale pressione viene premiata. Spinazzola si invola sulla sinistra e piazza un cross preciso al centro dell’area, dove Scott McTominay stacca di testa e batte il portiere avversario, portando in vantaggio la sua squadra. Quel gol, invece di consolidare la squadra, ne rivela l’instabilità. La difesa, già messa in discussione nelle uscite precedenti, inizia a mostrare crepe vistose.

Il pareggio del PSV arriva solo quattro minuti dopo il vantaggio napoletano, in maniera fortuita. Un traversone di Perisic viene deviato di testa da Buongiorno nella sua propria porta, beffando Milinkovic-Savic. È il primo segnale di cedimento. Pochi minuti dopo, al 38º, gli olandesi sfruttano un contropiede micidiale nato da un errore di Beukema in area napoletana. Saibari rimane solo davanti al portiere e non sbaglia: il primo tempo si chiude con il Napoli in svantaggio nonostante fosse stato in vantaggio.

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Ciò che accade nel secondo tempo assume i contorni di un incubo senza fine. Il Napoli, invece di reagire, scompare completamente dal campo. Il PSV controlla e attacca a piacimento, mentre la squadra di Conte appare senza idee e senza energia. Al 8′ e al 34′ della ripresa, Man firma una doppietta che di fatto chiude ogni contesa. La situazione, già compromessa, precipita ulteriormente al 30º minuto della ripresa, quando Lucca, per proteste giudicate eccessive dall’arbitro, viene espulso, lasciando la sua squadra in dieci uomini.

Nonostante la superiorità numerica avversaria, il Napoli trova un momentaneo 4-2 con un’altra rete di testa di McTominay, su cross di Neres. È un’illusione. Nel finale, la difesa azzurra, ormai dissolta, subisce altri due gol: prima Pepi all’41’ e poi Driouech al 43′ mettono la parola fine su una prestazione da incubo. Il risultato finale di 6-2 riflette una sconfitta tanto netta quanto problematica per gli aspetti che va a evidenziare.

Disfatta a Eindhoven: Napoli travolto dal PSV

Questa prestazione getta una luce cruda sulle condizioni del Napoli. La squadra ha mostrato, in un palcoscenico internazionale, fragilità non solo tecniche e tattiche, ma soprattutto caratteriali. La mancanza di una reazione dopo il primo gol subito, lo sfaldamento collettivo nella seconda frazione e l’espulsione per proteste di un giocatore chiave come Lucca sono segnali allarmanti. La difesa, nonostante il rientro di Buongiorno, è apparsa continuamente sfilacciata, con giocatori che non si aiutano e commettono errori elementari.

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La pesante sconfitta arriva in un momento delicatissimo della stagione. Il Napoli non ha tempo di elaborare a fondo questa disfatta, perché sabato prossimo affronterà l’Inter in campionato. L’incontro contro i campioni d’Italia si preannuncia come un test ancor più difficile alla luce di quanto visto in Olanda. La crisi del Napoli appare seria e la capacità della squadra e dello staff di reagire sarà fondamentale per non compromettere definitivamente gli obiettivi di una stagione appena iniziata.

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