Roma, 8 ottobre 2025 – Paolo Sottocorona, il volto noto e rassicurante della meteorologia italiana, è morto all’età di 77 anni nella sua città natale, Firenze. L’annuncio della scomparsa è stato dato pubblicamente su Instagram da Enrico Mentana, direttore di La7, che ha definito la perdita “un nostro grave lutto”. Paolo Sottocorona lascia una eredità di rigore scientifico e di comunicazione accessibile, che per decenni ha caratterizzato le sue previsioni del tempo in televisione.
La notizia ha immediatamente generato un’ondata di cordoglio tra colleghi e telespettatori, che sui social network ne hanno ricordato la gentilezza e l’approccio unico. La giornalista Francesca Barra lo ha ricordato come “un uomo gentile, davvero speciale”, mentre la conduttrice Caterina Balivo ha parlato di un “vero signore”. I commenti dei telespettatori hanno evidenziato come la sua voce pacata fosse in grado di trasmettere serenità anche quando annunciava il maltempo.
Una carriera tra scienza e divulgazione
La professionalità di Paolo Sottocorona affondava le radici in una solida esperienza tecnico-scientifica. Nato a Firenze nel 1947, dopo studi classici e una frequentazione della facoltà di Ingegneria, entrò nel Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, dove prestò servizio per oltre vent’anni. Questo periodo fu fondamentale per costruire la sua competenza e includeva esperienze estreme e formative, come la partecipazione alla V spedizione italiana in Antartide.
Terminata la carriera militare, portò il suo sapere in televisione. Dopo una collaborazione con UnoMattina, approdò a Geo&Geo con Licia Colò, per poi trasferirsi a TMC. Fu in questa emittente che il suo modo informale di “raccontare” le previsioni venne notato e apprezzato da un vasto pubblico. Il suo stile chiaro e divulgativo, che spiegava i meccanismi della meteorologia senza tecnicismi, divenne il suo marchio di fabbrica. Da TMC il passaggio a LA7 fu naturale, dove divenne una colonna dei programmi Omnibus e del telegiornale.
L’equilibrio in un’epoca di allarmismi
In un panorama mediatico sempre più incline a toni drammatici, specialmente quando si trattano eventi meteorologici estremi, a Paolo Sottocorona veniva universalmente riconosciuto un grande equilibrio. Un portavoce di La7 ha sottolineato come “avesse la capacità di spiegare i fenomeni meteorologici in modo chiaro, rigoroso e con toni mai eccessivi”. Questa dote non era solo una qualità di carattere, ma una manifestazione della sua profonda autorevolezza in materia, che gli permetteva di informare senza bisogno di alimentare inutili ansie.
La sua affidabilità era tale che continuò a essere richiesto come esperto in corsi di meteorologia anche dopo il ritiro dalle scene, l’ultimo dei quali lo scorso marzo a Monsummano Terme, in provincia di Pistoia. La sua figura rappresentava un punto di incontro tra il rigore della scienza e le esigenze del grande pubblico, un ponte costruito con la semplicità delle parole e l’autenticità della passione.
Il ricordo di un comunicatore unico
Ciò che il pubblico ha amato e rimpiange non è solo il tecnico, ma il comunicatore. I messaggi di cordoglio che hanno invaso i social network non parlano solo di un esperto, ma di una presenza familiare e rassicurante. “Anche quando annunciava il brutto tempo – si legge in un commento – le sue previsioni sembravano serene. Il suo modo di parlare trasmetteva calma, misura e gentilezza”. Questa capacità di “entrare nella quotidianità degli spettatori”, come ricordato dalla sua rete, è il testamento di una carriera spesa non solo a informare, ma a connettersi genuinamente con le persone.
Paolo Sottocorona, con il suo garbo unico e la sua competenza, ha ridefinito il modo di fare meteorologia in televisione, dimostrando che l’autorevolezza non ha bisogno di toni urlati, ma può essere trasmessa con la pacatezza e il rispetto per lo spettatore.


