Un violento boato è echeggiato questa mattina in via San Giusto, a Pomigliano d’Arco, trasformando una normale giornata di lavoro in una corsa contro il tempo per i soccorsi. Una potentissima esplosione ha dilaniato i locali di un’officina specializzata in autodemolizioni, causando il ferimento di tre operai. Le fiamme e la forza dello scoppio hanno richiesto l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco, delle ambulanze del 118 e delle forze dell’ordine.
Sul posto, per coordinare le prime indagini e capire le dinamiche dell’accaduto, sono prontamente intervenuti i Carabinieri della compagnia di Castello Di Cisterna, affiancati dai colleghi della stazione locale di Pomigliano. Il bilancio, ancora provvisorio, è drammatico: due uomini sono risultati in condizioni gravissime, tanto che uno di loro, secondo le prime informazioni, sarebbe in pericolo di vita.
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Il bollettino dei soccorsi e lo scenario dell’incidente
L’esplosione, avvenuta intorno alle ore 10:00, ha generato un ondata di panico e un incendio che sono stati domati in tempi rapidi dai Vigili del Fuoco, chiamati a mettere in sicurezza l’area. Il lavoro dei soccorsi si è concentrato immediatamente sul triage e sul trasporto dei feriti verso strutture ospedaliere adeguate alla gravità dei traumi.
Due degli operai, quelli in condizioni più critiche, sono stati trasportati d’urgenza con ambulanze medicalizzate all’Ospedale Cardarelli di Napoli, un polo di eccellenza per la cura dei traumi più gravi.
Per uno di loro, i medici hanno dovuto riservare una prognosi di massima gravità, parlando apertamente di pericolo di vita. Il terzo operaio coinvolto nell’incidente, fortunatamente in condizioni meno critiche, è stato prima medicato sul posto dai sanitari del 118 e poi trasferito per ulteriori accertamenti e cure all’Ospedale del Mare di Ponticelli.
Le indagini dei Carabinieri sulle cause
Le cause precise dell’esplosione sono ancora tutte da accertare e rappresentano il fulcro delle indagini avviate dalle forze dell’ordine. I Carabinieri della compagnia di Castello Di Cisterna e della stazione di Pomigliano d’Arco sono al lavoro per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi.
I militari stanno effettuando tutti i rilievi del caso, ascoltando eventuali testimoni e verificando il puntuale rispetto delle normative antinfortunistiche all’interno della struttura.
Sebbene la dinamica sia ancora sotto inchiesta, alcune prime ipotesi, da confermare, fanno riferimento alla possibile esplosione di una bombola a GPL presente su una delle vetture avviate alla rottamazione. Questo dettaglio, se confermato, getterebbe una luce precisa sulle criticità e sui rischi intrinseci di un’attività come lo smantellamento di veicoli.
I rischi del settore dell’autodemolizione
L’incidente di stamane a Pomigliano d’Arco non è un evento isolato, ma si inserisce in un drammatico bollettino di guerra che il nostro Paese continua a registrare sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il settore delle autodemolizioni, in particolare, presenta rischi specifici e potenzialmente letali.
I veicoli da rottamare possono infatti contenere materiali pericolosi, come liquidi infiammabili (benzina, olio), gas (come il GPL, appunto), e batterie che, se maneggiati in modo improprio o senza le adeguate precauzioni, possono innescare incendi o, appunto, esplosioni.
L’episodio di oggi riapre una ferita mai sanata e riaccende i riflettori sull’importanza della prevenzione, della formazione specifica per gli addetti e dei controlli costanti negli ambienti di lavoro più pericolosi.
La piaga degli infortuni lavorativi in Italia
I dati recenti sugli infortuni sul lavoro in Italia non lasciano spazio all’ottimismo e fanno da cupo sfondo all’episodio di Pomigliano. Secondo gli ultimi rapporti, nel corso del 2024 le denunce totali di infortunio sono cresciute, ma l’aspetto più allarmante riguarda le vittime: nel solo 2024, si sono contati 1.090 infortuni mortali in Italia, un dato che segna un aumento del 4,7% rispetto all’anno precedente.
L’emergenza è particolarmente sentita in settori ad alto rischio come le costruzioni e, per dinamiche simili a quelle viste oggi, il settore manifatturiero e dei servizi. La Campania, purtroppo, continua a pagare un prezzo altissimo a questa “strage silenziosa” che sembra non arrestarsi mai, nonostante gli appelli e le promesse.


