Un autotrasportatore di 61 anni ha perso la vita dopo essere stato schiacciato da un carrello elevatore ribaltatosi all’interno di un’azienda di riciclo. I soccorsi, giunti tempestivamente, non hanno potuto che constatare il decesso. Le forze dell’ordine stanno ora indagando per ricostruire le precise dinamiche dell’accaduto, avvenuto nella tarda mattinata di giovedì 20 novembre presso i capannoni della Mps di Via Enrico Fermi a Gessate. L’incidente riporta l’attenzione sui rischi connessi all’utilizzo dei muletti e sull’importanza cruciale del rispetto delle norme di sicurezza negli ambienti di lavoro.

L’episodio mortale si è consumato durante una routine di scarico merci. L’uomo, impegnato nelle operazioni di movimentazione del materiale, è stato colto inerme dal ribaltamento del mezzo. Il muletto, per cause al momento ignote, lo ha schiacciato contro il suo stesso camion, come emerso dalle prime ricostruzioni della Polizia Locale.

L’area è stata immediatamente delimitata e posta sotto sequestro per permettere ai tecnici di svolgere i rilievi necessari. Un collega presente alla scena è stato ricoverato in ospedale per lo shock, pur non avendo riportato ferite fisiche. L’azienda Mps, specializzata nel riciclo di carta e cartone, è ora al centro delle indagini volte a verificare il pieno rispetto della normativa sulla sicurezza.

 

 

La ricostruzione della dinamica dell’incidente

La fase operativa e il ribaltamento

L’incidente è avvenuto nel cuore dell’attività lavorativa, durante una fase di scarico di materiale. L’autotrasportatore era all’interno del capannone, un ambiente in cui la movimentazione delle merci avviene frequentemente con l’ausilio di carrelli elevatori. Second quanto appurato dalle prime indagini, il muletto, per cause in via di accertamento, ha perso stabilità, ribaltandosi. Questo ha provocato lo schiacciamento dell’operatore contro il veicolo per il trasporto. La Polizia Locale, intervenuta sul posto, ha avviato una mappatura dettagliata della scena, raccogliendo elementi tecnici e testimonianze per comprendere la sequenza esatta degli eventi.

Le ipotesi al vaglio delle autorità

Gli accertamenti delle autorità sono orientati a stabilire l’origine del ribaltamento. Le principali linee di indagine si concentrano su tre fattori potenziali: errore umano, guasto meccanico o una combinazione di entrambi, aggravata forse dalle condizioni operative dell’ambiente. I tecnici dell’Ats (Agenzia di Tutela della Salute) stanno esaminando le procedure di sicurezza interne all’azienda e la conformità del mezzo alle prescrizioni di legge. La verifica riguarderà, tra l’altro, la storia manutentiva del muletto e la formazione specifica dell’operatore alla guida.

 

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I soccorsi e le indagini in corso

L’intervento dei soccorsi e il sopralluogo

L’allarme è stato lanciato immediatamente dagli altri operai presenti in struttura, i quali hanno allertato il 112. Un’équipe del 118 è arrivata sul posto in pochi minuti, ma le condizioni dell’autotrasportatore di 61 anni erano già gravi. I sanitari hanno potuto solo constatare il decesso dell’uomo. La Polizia Locale, dopo aver assicurato i primi soccorsi, ha proceduto a delimitare l’area del tragico evento, avviando un complesso sopralluogo tecnico. Sono state acquisite le testimonianze dei presenti e sono stati ispezionati i mezzi coinvolti, il muletto e il camion, per raccogliere ogni elemento utile.

Le verifiche sulle procedure di sicurezza

Le indagini si stanno concentrando sul rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro. Oltre agli aspetti tecnici del mezzo, i verificatori stanno esaminando l’organizzazione del lavoro nell’area. In particolare, si sta valutando se le operazioni di carico e scarico venissero condotte nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza previsti per l’uso di attrezzature come i carrelli elevatori. L’azienda è tenuta a fornire documentazione sulla formazione degli operatori, sulla manutenzione dei mezzi e sulla valutazione dei rischi specifici di quel reparto.

 

 

I rischi dei carrelli elevatori e il contesto

I pericoli intrinseci dei muletti

Il ribaltamento è uno dei rischi più gravi associati all’uso dei carrelli elevatori. Come evidenziato da studi sul tema, questo incidente può essere causato da una velocità eccessiva, da svolte brusche effettuate con il carico sollevato o dalla marcia su superfici irregolari o in pendenza . Quando un muletto si ribalta, le conseguenze per l’operatore o per chi si trova nelle immediate vicinanze sono spesso letali, data la massa e il peso del mezzo. Altri pericoli comuni includono la caduta del carico e l’investimento di pedoni, eventi che, in un ambiente di lavoro promiscuo, sono purtroppo frequenti .

La formazione obbligatoria e la normativa

La legge italiana prevede che l’uso dei carrelli elevatori semoventi sia riservato a personale adeguatamente formato e abilitato. Il D.Lgs. 81/2008, all’articolo 73, sancisce l’obbligo per il datore di lavoro di garantire una formazione specifica per gli operatori . L’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 definisce il percorso per ottenere l’abilitazione (il cosiddetto “patentino per muletti”), che include un modulo teorico, uno tecnico e uno pratico, per una durata minima di 12 ore . L’attestato ha validità quinquennale, al termine del quale è obbligatorio un corso di aggiornamento. Far operare un lavoratore sprovvisto di patentino o con patentino scaduto comporta per l’aziente sanzioni amministrative e penali .

Le statistiche sugli infortuni

Gli incidenti con i carrelli elevatori rappresentano una quota significativa degli infortuni gravi e mortali nel settore logistico e industriale. In Italia, nel 2022 si sono verificati 2.238 incidenti con muletti, di cui 15 con esito mortale . Un’analisi delle dinamiche infortunate ha rilevato che in quasi la metà dei casi (49%) l’evento è dovuto a uno schiacciamento del lavoratore . È importante notare che l’esperienza da sola non è una garanzia di sicurezza: un’analisi INAIL ha evidenziato che oltre il 63% degli operatori coinvolti in incidenti aveva più di tre anni di esperienza nella mansione . Questo dato sottolinea l’importanza di una formazione continua e del costante richiamo alle procedure sicure.

 

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Cosa succede ora

La tragedia di Gessate ha interrotto la vita di un lavoratore e ha scosso la comunità aziendale. Le indagini della Polizia Locale e dei tecnici dell’Ats proseguiranno per offrire una risposta chiara e definitiva sulle cause dell’incidente. La magistratura valuterà se sussistono profili di responsabilità. Nel frattempo, questo evento ripropone con drammatica attualità il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, un principio che deve essere sempre preservato attraverso la rigorosa applicazione delle norme, una formazione efficace e una costante vigilanza.

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