Il Ministro della Difesa britannico, John Healey, ha lanciato un diretto avvertimento a Mosca dopo che la nave spia russa Yantar è stata individuata sul confine delle acque territoriali del Regno Unito, a nord della Scozia. In un discorso tenuto a Downing Street, Healey ha definito “profondamente pericolose” le azioni dell’equipaggio della Yantar, che per la prima volta ha diretto laser contro i piloti della Royal Air Force incaricati di sorvegliarla.

L’episodio segna una significativa escalation in una serie di incursioni che il governo britannico attribuisce a un’operazione di intelligence finalizzata a mappare e minacciare le critiche infrastrutture sottomarine nazionali.

 

 

Un avvertimento chiaro a Mosca

“Il mio messaggio alla Russia e a Putin è questo: vi vediamo. Sappiamo cosa state facendo. E se la Yantar viaggerà verso sud questa settimana, siamo pronti”. Con queste parole, il Segretario alla Difesa John Healey ha sintetizzato la posizione del Regno Unito durante un briefing per la stampa.

Healey ha rivelato che la Yantar è tornata ai margini delle “acque più ampie” del Regno Unito nelle ultime settimane, segnando la sua seconda visita nell’area quest’anno, dopo una simile incursione avvenuta nel gennaio 2025.

Il ministro ha affermato che una fregata della Royal Navy e velivoli da pattugliamento marittimo P-8 Poseidon della RAF sono stati dispiegati per “monitorare e tracciare ogni movimento del vascello”. È nel corso di queste operazioni di sorveglianza che l’equipaggio della Yantar ha diretto laser verso i piloti britannici.

Healey ha sottolineato la gravità dell’azione: “Qualsiasi cosa che impedisca, disturbi o metta a rischio i piloti di aerei militari britannici è profondamente pericolosa”. In risposta alla provocazione, Healey ha annunciato di aver modificato le regole di ingaggio per la Royal Navy, autorizzando le navi britanniche a seguire la Yantar più da vicino quando si trova nelle acque di pertinenza del Regno Unito.

 

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La Yantar: una “nave di ricerca” o una minaccia strategica?

La Yantar è ufficialmente classificata dalla Russia come nave da ricerca oceanografica. In realtà, è operata dalla Direzione Principale per la Ricerca in Acque Profonde (GUGI), un’unità segreta della Marina russa che risponde direttamente al Ministero della Difesa di Mosca.

Varata nel 2012 ed entrata in servizio nel 2015, la Yantar è lunga 108 metri e ha un dislocamento di oltre 5.700 tonnellate. La sua caratteristica più distintiva è la capacità di trasportare e dispiegare due sottomarini sommergibili in grado di operare fino a 6.000 metri di profondità, oltre a veicoli telecomandati (ROV) e a sonar trainati.

La missione principale attribuita alla Yantar dai servizi di intelligence occidentali è la sorveglianza e la potenziale sabotaggio delle infrastrutture sottomarine critiche. “È parte di una flotta russa progettata per mettere e mantenere a rischio la nostra infrastruttura sottomarina e quella dei nostri alleati”, ha dichiarato Healey.

L’attenzione della nave si concentrerebbe in particolare sulla rete di cavi per le telecomunicazioni sottomarini che trasportano il 97% del traffico internet globale e sulle condotte energetiche. La Yantar è stata più volte avvistata in posizioni sospette vicino a questi cavi in varie parti del mondo, incluso il mare d’Irlanda, i Caraibi, la costa della Groenlandia e il Mediterraneo orientale.

 

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Una storia di attività sospette e provocazioni

Il recente episodio nel Mare del Nord non è un caso isolato, ma parte di un pattern consolidato di attività. La storia operativa della Yantar è costellata di episodi che hanno allertato le marine militari della NATO.

Già nel 2015, la nave fu avvistata al largo della base navale statunitense di Guantánamo, a Cuba. Nel 2017, fu attiva nel Mediterraneo orientale, in prossimità di un cavo sottomarino che collega Cipro e Israele, e fu anche impiegata per il recupero di equipaggiamenti da aerei russi precipitati.

Nel 2021, la nave attirò nuovamente l’attenzione quando si posizionò al largo delle coste irlandesi, parallelamente al percorso di importanti cavi sottomarini per le comunicazioni. Più recentemente, nel gennaio 2025, la Yantar fu individuata nel Mare d’Irlanda, dove fu monitorata da un sottomarino nucleare della Royal Navy, che emerse in prossimità della nave russa come monito.

L’uso di laser, in questa ultima occasione, rappresenta tuttavia una novità e un inasprimento delle tattiche. Elisabeth Braw, esperta di sicurezza dell’Atlantic Council, ha definito il gesto “una escalation, senza dubbio”, finalizzata a impedire il lavoro dei piloti ed estremamente provocatoria anche se non avesse causato danni fisici permanenti.

 

 

La risposta britannica e lo scenario strategico

La Gran Bretagna sta rispondendo alla minaccia con un mix di deterrenza militare e potenziamento delle capacità difensive. Oltre al dispiegamento immediato di unità navali e aeree per il pattugliamento, il governo ha avviato piani per la costruzione di nuovi stabilimenti per la produzione di munizioni, con l’obiettivo di garantire la sicurezza delle forniture per le forze armate.

Il contesto strategico in cui avviene questo episodio è stato descritto dallo stesso Healey come un “nuova era di minacce”, caratterizzata da un ritorno alla logica dell’hard power e da un ambiente di sicurezza internazionale sempre più pericoloso.

L’incidente con la Yantar sottolinea la vulnerabilità delle infrastrutture sottomarine e la necessità per il Regno Unito e i suoi alleati della NATO di proteggere i cavi e i gasdotti che sono il sistema nervoso dell’economia globale. Mentre la Yantar rimane sotto stretta osservazione, le dichiarazioni di Healey segnano una linea chiara: Londra è consapevole della minaccia e si dichiara pronta a contrastarla, intensificando la sorveglianza e preparando contromisure per ogni eventuale mossa verso sud della nave spia russa.

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