Le indagini proseguono per fare luce sulla dinamica dell’incidente mortale avvenuto all’alba del 16 novembre in viale Fulvio Testi a Milano. L’impatto tra un Suv Mercedes di lusso e un’auto utilitaria è costato la vita a Pietro Silva Orrego, diciannovenne di origini peruviane.
Le forze dell’ordine stanno esaminando ogni dettaglio per ricostruire con precisione i secondi che hanno preceduto lo schianto. Al centro delle indagini ci sono la velocità elevatissima dei veicoli e le condizioni dei conducenti.
Entrambi i giovani alla guida delle auto coinvolte sono risultati positivi alla droga in seguito ai test tossicologici. Uno dei due è risultato positivo anche all’alcol. La Procura di Milano ha formalmente iscritto nel registro degli indagati i due ragazzi per il reato di omicidio stradale. Le loro posizioni sono al vaglio degli investigatori, che devono ancora stabilire con certezza le responsabilità immediate.
La dinamica dell’incidente in viale Testi
L’incidente si è verificato poco dopo le 6:30 di mattina del 16 novembre. La strada era bagnata per la pioggia battente che cadeva su Milano. I mezzi coinvolti sono una Mercedes-AMG G 63, un Suv potentissimo, e una più modesta Opel Corsa. L’impatto è stato di violenza inaudita, tanto da ridurre il Suv Mercedes a un ammasso di lamiere. La dinamica precisa dello scontro non è ancora stata ricostruita ufficialmente. Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi.
Una di queste riguarda la possibilità che uno dei due veicoli abbia ignorato un semaforo rosso. Un’altra ipotesi al vaglio è che sia mancato il rispetto di un segnale di dare la precedenza. Per sciogliere ogni dubbio, gli agenti della Polizia Stradale stanno analizzando minuziosamente i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Queste riprese sono considerate cruciali per determinare le traiettorie dei veicoli e la sequenza esatta degli eventi.
Il Suv Mercedes: un “bolide” da 700 cavalli noleggiato
Il veicolo al centro della tragedia non era un Suv comune. Si trattava di una Mercedes-AMG G 63 elaborata dalla Brabus, un’azienda tedesca specializzata nell’aumentare le prestazioni delle auto di serie. La vettura, come riportato dal Corriere della Sera, sviluppava una potenza di oltre 700 cavalli.
Un’auto di questa categoria è in grado di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in circa 4,5 secondi. Secondo le prime stime della polizia, al momento dell’impatto, il Suv sta viaggiando a una velocità di circa 150 chilometri orari. Questo dato risulta particolarmente significativo se confrontato con il limite di velocità consentito in quel tratto di strada, che è di 50 chilometri orari.
La velocità del Suv era quindi tre volte superiore al limite. L’automobile, inoltre, non era di proprietà dei giovani a bordo. Il veicolo era stato noleggiato dal 23enne attualmente indagato per omicidio stradale. Gli investigatori stanno verificando se il ragazzo, con il suo profilo da conducente e il tipo di patente in suo possesso, avesse i requisiti legali per noleggiare e guidare un’auto di tale potenza.
La normativa italiana, infatti, vieta ai neopatentati di guidare veicoli ad alte prestazioni per i primi tre anni. Secondo quanto emerso, per il 23enne alla guida del Suv non si tratterebbe del primo incidente grave. Lo stesso giovane sarebbe stato coinvolto in un precedente sinistro a Rho, dove avrebbe urtato sei auto in sosta.
Le vittime e i giovani a bordo
Nell’abitacolo della Mercedes, al momento dello schianto, vi erano tre persone. Pietro Silva Orrego, il 19enne deceduto, si trovava sul lato passeggero. Alla guida c’era, secondo le prime ricostruzioni, il 23enne che ha noleggiato l’auto e che è ora indagato.
Un’altra donna, una trentenne, era presente a bordo e è stata ricoverata in ospedale in condizioni gravi. I soccorsi sono intervenuti tempestivamente sulla scena dell’incidente. Uno dei momenti più drammatici, ripreso da alcuni video, ha visto un amico delle vittime, un ventenne, tentare disperatamente di prestare aiuto.
Il ragazzo è stato filmato mentre dava calci al finestrino del Suv nel tentativo di creare un varco e estrarre gli amici rimasti intrappolati tra le lamiere. Questo giovane, che era con il gruppo quella notte, è stato inizialmente scambiato da alcuni testimoni per il conducente.
La serata prima della tragedia
Le ore che hanno preceduto l’incidente forniscono il contesto della dinamica. La notte tra il 15 e il 16 novembre il gruppo di giovani aveva frequentato locali della movida milanese. Parte del gruppo, inclusi i ragazzi che poi si sono trovati sul Suv, aveva passato la serata in una discoteca. Altri amici, tra cui il ventenne visto tentare di rompere il finestrino, avevano invece preferito i locali di corso Como.
Le indagini suggeriscono che, all’alba, i due gruppi si sarebbero dati appuntamento in viale Fulvio Testi. La motivazione sarebbe stata quella di fare un giro sul Suv ad alte prestazioni, il “bolide” noleggiato per l’occasione.
È in questo frangente, durante questo giro notturno trasformato in una corsa ad altissima velocità, che la situazione è sfuggita di controllo, culminando nello scontro fatale con l’Opel Corsa. Anche il conducente di questa seconda vettura, un altro giovane, è risultato positivo alla droga ed è ora indagato.
Le indagini e il reato di omicidio stradale
La Procura di Milano coordina le attività investigative per accertare tutte le responsabilità. L’ipotesi di reato per entrambi i conducenti è omicidio stradale. Questo reato viene applicato quando una condotta di guida gravemente negligente o imprudente causa la morte di una persona. Elementi come la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e l’eccesso di velocità sono considerati aggravanti in questo tipo di procedimenti.
Le indagini non si limitano alla sola dinamica dello scontro. Gli inquirenti stanno anche approfondendo le modalità con cui il 23enne è riuscito a noleggiare un’auto di così elevate prestazioni. Verranno esaminate le politiche della società di noleggio e la conformità alle leggi sul noleggio di veicoli potenti. Il caso ha riacceso il dibattito pubblico sulla sicurezza stradale, sulla potenza dei veicoli accessibili ai giovani e sui controlli per prevenire la guida in stato di alterazione psicofisica.


