La stazione Alta Velocità di Afragola è al centro di una vertenza legale e di forti proteste. I pendolari denunciano la carenza di posti auto e un sensibile aumento delle tariffe, mentre le associazioni dei consumatori hanno presentato un ricorso al TAR dopo il mancato ottenimento di chiarimenti dalla società gestrice.

Federconsumatori Campania ha intrapreso questa azione legale in risposta al “silenzio durato mesi” da parte di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Metropark, la società affidataria della gestione del parcheggio. L’associazione aveva richiesto un accesso agli atti per verificare la legittimità degli aumenti tariffari entrati in vigore all’inizio di novembre 2023, senza ricevere alcuna risposta. La situazione crea un grave disagio per centinaia di pendolari, che si trovano a fronteggiare sia la difficoltà di trovare un posteggio sia il rincaro del servizio.

 

 

Il ricorso al TAR e la richiesta di accesso agli atti

Federconsumatori Campania ha annunciato il 26 gennaio 2024 di aver presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. La decisione è stata presa a seguito del silenzio-diniego opposto da RFI e Metropark alla richiesta di accesso agli atti avanzata dall’associazione. L’obiettivo della richiesta era esaminare gli atti della concessione per verificare la legittimità degli aumenti applicati al parcheggio ad Afragola, valutando se fossero “giustificati e giustificabili”.

L’azione legale rappresenta un passo formale per impugnare il mancato ottenimento delle informazioni richieste e portare la questione davanti alla Giustizia amministrativa. I legali dell’associazione sostengono che il servizio di parcheggio in una stazione ferroviaria debba essere qualificato come un servizio pubblico svolto da un concessionario su un bene pubblico. In quanto tale, secondo la loro tesi, il servizio non dovrebbe essere concesso senza una pregressa regolamentazione dei prezzi esposti all’utenza.

 

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Il contesto: i rincari delle tariffe

L’origine della controversia risale ai primi giorni di novembre 2023, quando Metropark ha applicato un sensibile aumento dei costi di sosta. Le nuove tariffe hanno rappresentato un aumento prossimo al raddoppio rispetto a quelle precedenti.

La tariffa oraria è passata da 80 centesimi a 1,50 euro. La tariffa giornaliera è aumentata da 4 euro a 7 euro. Questo cambiamento ha generato immediate reazioni da parte degli utenti, con centinaia di segnalazioni giunte agli sportelli di Federconsumatori. L’associazione ha definito l’aumento un’“operazione scellerata” che, anziché incentivare l’uso del trasporto pubblico, rischia di dissuaderlo, colpendo il diritto alla mobilità di centinaia di persone.

 

 

La posizione dei consumatori e il principio del trasporto bene comune

Il presidente di Federconsumatori Campania, Giovanni Berritto, ha inquadrato la questione in un principio più ampio. “Si tratta di una questione che si allarga al principio del trasporto bene comune“, ha dichiarato Berritto.

Ha sottolineato che in un’epoca in cui la mobilità sostenibile è cruciale, non si può permettere che un approccio orientato al mero incasso finisca per dissuadere le persone dall’utilizzare l’Alta Velocità ferroviaria, specialmente in una regione come la Campania dove già esistono grandi difficoltà.

L’avvocato Felice Petillo, che segue la situazione per Federconsumatori, ha spiegato la base legale della protesta. “Noi riteniamo che il servizio di parcheggio in stazione debba essere qualificato a tutti gli effetti come un servizio pubblico in concessione“, ha affermato Petillo.

In quanto tale, secondo l’avvocato, dovrebbe essere sottoposto a un sistema di tariffazione controllato e previamente definito al momento della concessione del bene. La critica si concentra anche sulla localizzazione della stazione di Afragola, in una zona non urbana e non ottimamente servita da altri collegamenti, il che rende il parcheggio un servizio necessario e, in assenza di alternative, soggetto a una dinamica di quasi-monopolio.

 

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Le criticità strutturali e il problema della mobilità

Oltre all’aumento delle tariffe, la situazione è aggravata da criticità infrastrutturali. Molti pendolari sono costretti a utilizzare l’auto privata per raggiungere la stazione, data la carenza di altri sistemi di collegamento efficienti. Questo crea una dipendenza quasi obbligata dal servizio di parcheggio offerto nella stazione.

La mancanza di alternative valide e la posizione della stazione portano a una situazione in cui, secondo la denuncia dell’associazione, Metropark può praticare qualunque tipo di prezzo, trovando i consumatori di fatto costretti a utilizzare il servizio. Berritto ha espresso preoccupazione per il futuro, chiedendosi se si debbano aspettare “altri rincari al 70, 80 percento” tra qualche mese, mettendo in ulteriore difficoltà pendolari già stremati dalla spirale inflattiva.

 

 

Gli sviluppi legali e le possibili soluzioni

Il ricorso al TAR non è l’unica azione intrapresa dalle associazioni dei consumatori in Campania, segnale di un’attenta sorveglianza sulle tematiche di mobilità e servizi pubblici. La strategia di Federconsumatori prevede due possibili vie per una risoluzione della vertenza specifica sul parcheggio ad Afragola.

Una prima opzione sarebbe creare concorrenza sui costi, ad esempio permettendo la presenza di più soggetti gestori del servizio di parcheggio. Una seconda opzione, alternativa, prevede che RFI e Metropark siedano a un tavolo di confronto con i rappresentanti dei consumatori e le istituzioni locali per trovare una soluzione concordata. L’obiettivo dichiarato dell’associazione è “far sì che per gli utenti di Afragola si prospetti un futuro diverso”, proteggendo il loro diritto alla mobilità senza aggravi economici insostenibili.

 

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Uno sguardo al futuro della mobilità

La vicenda del parcheggio ad Afragola si inserisce in un dibattito più ampio sull’accessibilità e l’equità dei trasporti. Il fenomeno della povertà dei trasporti, definita come l’incapacità di sostenere i costi dei trasporti per accedere a servizi essenziali, è riconosciuto come un fattore di esclusione sociale. Istituzioni comunitarie come la Commissione Europea hanno ribadito l’importanza di “garantire una mobilità accessibile, a prezzi sostenibili ed equa“.

Una mobilità veramente sostenibile ed efficiente richiede un approccio olistico che consideri tutte le forme di trasporto, puntando non solo sulla decarbonizzazione, ma anche sul potenziamento del trasporto pubblico locale e delle relative infrastrutture. Soluzioni come il trasporto pubblico multimodale e servizi innovativi potrebbero, in prospettiva, alleviare problemi come quello del “first-last mile” – la difficoltà di raggiungere la rete di trasporto principale – che affligge molte periferie e aree non centrali.

 

 

Conclusione

La vertenza sul parcheggio della stazione AV di Afragola rimane aperta, in attesa delle prossime mosse dell’autorità giudiziaria amministrativa. Il ricorso al TAR promosso da Federconsumatori segna un punto cruciale nello scontro tra le esigenze di mobilità dei cittadini e le logiche di gestione di un servizio considerato essenziale.

L’esito di questa controversia potrebbe avere implicazioni che vanno ben oltre il caso specifico, toccando il principio più generale del trasporto come bene comune e il diritto a una mobilità accessibile e a prezzi sostenibili. La soluzione richiederà probabilmente non solo un pronunciamento del TAR, ma anche un confronto più ampio tra istituzioni, gestori e rappresentanti della società civile.

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