Un passeggero su tre dichiara di aver dimenticato acceso almeno una volta lo smartphone durante un viaggio in aereo. È il risultato di una ricerca condotta dalla CEA, l’associazione che raggruppa i colossi mondiali dell’elettronica.

Nonostante questa dimenticanza sia così diffusa, i voli continuano ad atterrare in sicurezza. Sorge quindi un dubbio legittimo: se non si registrano conseguenze, il divieto di tenere il cellulare acceso in aereo è davvero giustificato?

La risposta della scienza e della normativa è articolata e dipende dalla sottile differenza tra un pericolo concreto e un rischio potenziale, seppur basso. L’infrazione della regola, inoltre, non è priva di conseguenze per il passeggero, come previsto dall’articolo 1231 del codice della navigazione.

Attraverso l’analisi di esperti e le normative vigenti, questo articolo fa luce sui reali meccanismi che entrano in gioco quando un dispositivo elettronico rimane attivo in cabina.

 

 

Il meccanismo del rischio: interferenze elettromagnetiche

Il “dialogo” interrotto tra cavi e computer

La spiegazione tecnica del potenziale pericolo risiede nel complesso sistema elettronico dell’aeromobile. Nelle cabine degli aerei, dietro i pannelli, corrono chilometri di cavi che collegano il computer centrale alla rete di sensori che monitora i parametri vitali del velivolo, come la temperatura dei motori o il livello di carburante. Flavio Canavero, docente di Compatibilità elettromagnetica al Politecnico di Torino, spiega che un telefono acceso emette un campo elettromagnetico. Se un dispositivo, ad esempio dimenticato in una cappelliera, si trova vicino a questi cavi, il suo campo potrebbe “agganciarsi” a essi e iniettare un’informazione errata al computer di bordo.

Le conseguenze di un’informazione alterata

Questa interferenza potrebbe potenzialmente ingannare il sistema, facendogli credere, per esempio, che la temperatura dei motori sia più alta del reale o che nei serbatoi ci sia meno carburante del previsto. In questo caso, si innescherebbe un falso allarme. È fondamentale sottolineare che, come precisa Canavero, “la probabilità che questo succeda è bassa”. I sistemi di bordo critici sono dotati di ridondanze, ovvero di un “gemello” di riserva; in caso di anomalia, scatterebbe immediatamente una procedura per verificare se si tratta di un’emergenza reale o di un falso allarme. Tuttavia, in una fase critica del volo, come un decollo o un atterraggio in condizioni meteorologiche avverse, anche una temporanea interferenza nelle comunicazioni radio tra i piloti e la torre di controllo potrebbe rappresentare un problema non trascurabile.

 

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Un rischio basso ma non zero: la posizione della scienza e della normativa

La precauzione come imperativo

Il concetto chiave, espresso dall’esperto, è che “per quanto basso, il rischio non è mai pari a zero”. Per questo motivo, le autorità preposte alla sicurezza aerea, come la Federal Aviation Administration (FAA) negli Stati Uniti e l’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA) in Europa, hanno scelto l’approccio della massima precauzione, regolamentando l’uso dei dispositivi. La normativa impone lo spegnimento o l’attivazione della modalità aereo come misura preventiva universale per eliminare anche la più remota possibilità di un’interferenza catastrofica. È importante notare che il rischio elettromagnetico non riguarda solo i cellulari, ma esiste per tutti gli apparecchi elettronici, poiché qualsiasi dispositivo attraversato da correnti variabili nel tempo genera un campo elettromagnetico, seppur infinitesimo.

Il pericolo concreto per il dispositivo

Oltre al rischio teorico per i sistemi dell’aereo, esiste un pericolo più immediato e tangibile per il dispositivo stesso. Se un telefono non viene impostato sulla “modalità aereo”, continua a cercare incessantemente un segnale di rete, che a quote di crociera non è disponibile. Questo sforzo continuo può provocare un surriscaldamento della batteria al litio, con il rischio che essa si danneggi, prenda fuoco o, in casi estremi, esploda. Questo rappresenta un pericolo diretto e reale per la sicurezza a bordo.

 

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Le conseguenze per il passeggero: dalla normativa alla realtà

Il reato e le sanzioni

Indipendentemente dalla bassa probabilità di interferenze, il mancato rispetto del divieto costituisce una violazione. L’articolo 1231 del codice della navigazione sancisce che “chiunque non osservi una disposizione di Legge (…) in materia di sicurezza della navigazione è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi ovvero con l’ammenda fino a euro 206”. È compito degli assistenti di volo sorvegliare il rispetto di queste disposizioni e il comandante dell’aereo ha l’obbligo di denunciare all’autorità giudiziaria il passeggero che non le osserva. In casi estremi, il passeggero potrebbe anche essere sbarcato dall’aeromobile prima della partenza.

L’eccezione dei dispositivi medicali

La normativa prevede delle eccezioni fondamentali per motivi di salute. È consentito l’uso di dispositivi elettromedicali come pacemaker o apparecchi acustici. Per altri tipi di dispositivi elettronici medicali, le compagnie aeree consigliano di avvisare con qualche giorno di preavviso prima del volo, in modo da ottenere le necessarie autorizzazioni e istruzioni.

 

 

Modalità aereo e Wi-Fi: come restare connessi in volo

La funzione della modalità aereo

La modalità aereo è la soluzione tecnica che permette di utilizzare il dispositivo in volo eliminando i rischi di interferenza. Questa impostazione disattiva le funzioni di ricezione e trasmissione del segnale radio, Wi-Fi e Bluetooth del telefono. In questo modo, il dispositivo cessa di emettere i segnali che potrebbero potenzialmente interferire con gli strumenti di bordo, pur rimanendo operativo per tutte le altre funzioni non connesse.

Il Wi-Fi di bordo: una connessione sicura

Molti aerei moderni sono dotati di servizi Wi-Fi dedicati che permettono di restare connessi anche in quota. Questo servizio funziona perché opera su frequenze separate e dedicate, diverse da quelle utilizzate dai sistemi critici del velivolo. Gli aerei che offrono questa opzione sono appositamente certificati per garantire che la loro rete wireless sia sicura e non crei interferenze. La procedura corretta è quindi attivare la modalità aereo e poi riaccendere manualmente il Wi-Fi, connettendosi alla rete dell’aereo, spesso a pagamento.

 

Conclusioni: una regola fondata sulla precauzione

Alla luce dei fatti, la regola che impone di disattivare la rete cellulare durante il volo si rivela fondata non su un pericolo imminente e frequente, ma su un calcolato principio di precauzione. L’aviazione è un settore in cui la sicurezza è costruita sull’eliminazione di ogni rischio, anche il più remoto.

Le parole del professor Canavero sintetizzano efficacemente la situazione: la probabilità di un incidente causato da un telefono è bassissima, i sistemi sono protetti e ridondanti, ma il rischio zero non esiste. Per questo, la normativa impone il divieto.

Oltre alla questione delle interferenze, entrano in gioco anche la sicurezza fisica del dispositivo, con il rischio di surriscaldamento delle batterie, e una precisa responsabilità legale per il passeggero.

La prossima volta che un assistente di volo ricorda di attivare la modalità aereo, quella richiesta non sarà vista come una semplice formalità, ma come un tassello di un sistema di sicurezza complesso e collaudato.

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